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Michael Boogerd è passato professionista nel 1994 durante una fase molto difficile del ciclismo Olandese, dopo i fasti degli anni ottanta con PDM e Panasonic che dominavano la scena.
Più erede di Zoetemelk che di Breuking, Rooks e Theunisse, come il suo predecessore viene consegnato alla storia come eterno secondo vvantando una lunga lista di piazzamenti.
Cresce in fretta il tulipano. Vince subito ed alla grande. Aix les Bains, Tour 1996 sotto il diluvio. Anticipa tutti, soprattutto la ONCE di Jalabert, e bagnato fradicio si aggiudica la tappa.
Ma Aix les Bains segna anche un solco profondo tra l'era Indurain e quello che viene dopo. Il giorno dopo si sale a Les Arcs ed il Navarro cede per la prima volta al Tour.
Largo ai giovani dopo Indurain. Gli Olandesi sognano il loro giovane corridore fasciato di giallo. Eppure Michael deve ancora pagare conto alla sua giovinezza seppur possieda doti di fondo.
Prima Ullrich, poi Pantani. C'è poco spazio per Boogerd al Tour che intanto cresce anche nelle corse di un giorno. Il mondiale del 1998 svanisce con il sibilo di una foratura.
A Valkemburg sono sei a giocarsi la maglia iridata e Boogerd c'è. La ruota posteriore però si affloscia proprio mentre lo svizzero Camenzind opera lo scatto che decide la corsa.
Il sabato successivo sono di nuovo Camenzind e Boogerd a giocarsi il Giro di Lombardia, con una splendida fuga a due. La corsa va allo svizzero che stacca l'Olandese sull'ultima salita.
Nel 1999 vince subito la Parigi Nizza, corsa che incorona sia uomini da Tour che interpreti delle grandi classiche. Poi in casa si aggiudica l'Amstel sfruttando la scia di un Armstrong scatenato.
C'è spazio anche per il piazzamento nella Liegi - Bastogne - Liegi alle spalle di Vandembrouke talmente superiore a tutti gli altri da mettere in secondo piano la bella corsa di Micky.
Il Tour riserva però ancora la delusione di una classifica amara mentre l'autunno è ricco di soddisfazioni con il Giro dell'Emilia che rimarrà una delle sue vittorie più belle di sempre.
Gli anni 2000 si aprono con la pesante presenza di Armstrong che domina tutti i Tour senza lasciare nulla agli avversari; neppure il fiato. Boogerd abbandona l'idea di fare classifica
Si dedica alle grandi Classiche non senza snobbarne una grandissima. Manca sempre alla Milano - Sanremo che non considera alla sua portata. Un clamoroso errore.
Sarà da quì alla fine piazzato, quasi senza speranza, in tutte le grandi corse. Al Tour del 2002 la sua vittoria più bella. A La Plagne, in montagna. Da solo. Forse poteva davvero puntare al Tour.