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Speciale Giro dell'Emilia

 

INFINE SCHLECK SOTTO GLI ARCHI

La cocciutaggine paga. Dopo due anni di tentativi Frank Scleck si aggiudica una delle classiche più affascinanti del panorama mondiale: il Giro dell'Emilia. Una gara condotta da grande campione. Gestisce una squadra fortissima con il piglio del grande capitano. Sfoggia in salita un passo invidiabile. Sfinisce Rebellin prima che il veneto possa impostare lo sprint. Ci sono moltissime storie da raccontare...

 

HA AVUTO RAGIONE LUI

Nel 2005, quando vinse Simoni nessuno lo conosceva. In sala stampa i giornalisti si sillabavano quel cognome così difficile da scrivere. Una settimana dopo salì di nuovo sul podio al Giro di Lombardia. Poi l'anno dopo la vittoria all'Amstel ed all'Alpe d'Huez. Ma a Frank mancava ancora quella corsa che lo aveva così affascinato: il Giro dell'Emilia. Così, nell'edizione dello scorso anno tornò all'attacco, troppo presto. Oggi, a capo di una gara condotta con grandi gambe e tanta testa Frank Schleck, il Lussemburghese, chiude il cerchio e fa suo il trofeo tanto ambito.

 

QUALCOSA E' ANDATO STORTO

Primo lo scorso anno, voleva bissare. Ha attaccato in discesa, non è andata. Ha provato in salita, nel punto più duro, eppure, nulla. Ha cercato di impostare lo sprint, ma Schleck andava di più. Lo ha ammesso senza cercare scuse. Si sente però ancora forte; molto forte. Lo pensava anche oggi sul San Luca, mentre saliva e pensava di potercela fare....

 

PRIMA E' SASTRE A TIRARGLI IL COLLO

La CSC ha studiato la gara nei minimi dettagli. Nel gruppo che si gioca la corsa Schleck ha ben due uomini: Kolobnev e Sastre. Lo Spagnolo è sempre andato bene in questa corsa. Evidentemente la salita del San Luca gli si addice. La vera sorpresa della giornata è però Chris Horner che sale sul podio.

 

MANCA ANCORA QUALCHE COSA

Non male ma neppure bene. Cunego, fresco di maglia azzurra, ha messo a lavorare la squadra ed è riuscito ad entrare nella fuga decisiva. Quando, all'ultima scalata, gli attacchi sono diventati cattivi, lui si è dovuto arrendere. E' sempre la solita storia del cambio di ritmo. Che aveva. Che non ha. Che non ritrova più.

 

La vigilia

UNA STORIA DA RACCONTARE

Visconti abbandona il Giro dell'Emilia 2006 sul San Luca. Una stagione nera. Neanche un anno dopo il giovane corridore è campione d'Italia ed ha appena vinto la Coppa Sabatini. Domani Visconti si presenterà alla partenza da favorito. E' adesso compagno di squadra di Bettini pertanto i ruoli ed i giochi di squadra giocheranno per lui o contro di lui a seconda che il campione del mondo intenda o meno fare la corsa.

 

CI RIPROVA

La insegue da due anni. Da quando, sotto un diluvio, fu battuto da uno scatenato Simoni. Lo scorso anno partì troppo tardi e, dopo due giri del circuito di San Luca fu ripreso. Quest'anno lo sostiene uno squadrone: il fratello Andy, Sastre, il vice campione del mondo Kolobnev. Con un giro in più della terribile erta Bolognese c'è da giurare che la battaglia non mancherà. Gli Italiani sono i suoi avversari più pericolosi; primo tra tutti quel Di Luca che, arrivato secondo lo scorso anno, cerca la rivincita di un mondiale mai potuto disputera.

SAN LUCA. CICLISMO D'AUTORE

Il Giro dell'Emilia trova nella scalata del San Luca il cuore dell'evento. I corridori salgono tra le urla della folla che sosta sotto gli archi; le grida, come un'onda, salgono, salgono, salgono. E' uno spettacolo unico, incredibile, da vivere. E' una delle classiche più antiche (90 anni) e blasonate. La starting list è sempre di tutto rispetto. Quest'anno sotto i riflettori ci sono Bettini, Di Luca, Rebellin (ha vinto lo scorso anno), Schleck (entrambi), Kolobnev, Boogerd, Cunego. E' uno degli ultimi "bocconi ghiotti" e non deve essere confusa come corsa di preparazione. E' una sfida vera, difficile e, per certi versi, estrema.

 

ANALISI DEL PERCORSO

Dura, durissima. Quest'anno ancora di più. Si parte da Formigine (Cento ha onorato la partenza per anni) e si segue la strada dei castelli (si tocca Vignola). Si sfiora la periferia nord di Bologna per addentrarsi sugli appennini che seguono Sasso Marconi. Il Monzuno è la prima salita (già scalato nelle ultime edizioni), quindi si sale a Loiano, lunga discesa e si entra a Bologna. Quì il Giro dell'Emilia percorre uno dei tratti più affascinanti di tutto il calendario ciclistico: il circuito di San Luca. Due chilometri di salita (durissima) affiancati agli archi che, dallo stadio, conducono sino al Santuario. Poi discesa e presto si ricomincia. L'arco del Meloncello segnala l'nizio salita. A metà strada tra il Meloncello e la cima una S insidiosa conduce al tratto più duro: le Orfanelle. Ultimo chilometro, quattrocento metri da brivido, si passa sotto gli archi, trecento metri, parte la volata. Vince (sempre) il migliore.

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