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Speciale Mondiale 2008

Varese, Domenica 28 Settembre 2008 - La giornata è calda e piacevole. Varese è una città deserta e chiusa al traffico, ma sul circuito c'è una folla mai vista. L'Italia vince da due anni il Mondiale ma quest'anno pare destinata a dover cedere alla più forte formazione Spagnola. La corsa è lenta e senza anima. Tre fuggitivi davanti e dietro nessuno si muove. I grandi si guardano e già si assapora l'amaro di una sfida mancata. Poi gli azzurri cominciano a lavorare. Quindi ad attaccare. Bettini, favorito e capitano, rimane dietro. Ma davanti sono in tre. Rebellin, Cunego e Ballan. Ci provano tutti e tre ma la fucilata buona è quella di Ballan, che da solo, imbocca la rampa dell'ippodromo. Eccolo quì, nella sua perfetta solitudine. Il pomeriggio è perfetto quando Cunego taglia secondo. Memorabile quando Bettini arriva mano nella mano con Zabel. Finisce un epoca. C'è tanto da dire sul pomeriggio di Varese.

La Colombia ha vinto il titolo con i dilettanti. E' stata decisiva l'ultima curva, quella che porta all'ippodromo, che è stato trasformato per i l'occasione in un vero e proprio stadio del ciclismo. E' ancora presto quando i corridori giungono ai box. La tensione è quella dei giorni importanti. Volti noti e sconosciuti si incrociano. Manca poco.
La giornata di Alessandro Ballan comincia così. Tanta concentrazione per affrontare l'impegno del Mondiale al meglio. Si muove tra le auto quasi come un robot. Non vede e non ascolta nessuno. La Nazionale Italiana punta tutto su Bettini. Così lui, Cunego e gli altri sono chiamati ad un ruolo di supporto. Ci sarà da lavorare tanto. E non sarà semplice tenere a bada i tanti avversari. La mattinata è splendida e calda. La tensione sale di minuto in minuto mentre lo speaker chiama ad uno ad uno i partenti.

ARRIVA BETTINI, IL MONDIALE COMINCIA

Bettini è il campione del Mondo in carica. E' lui l'uomo di punta della nazionale Italiana, un po' a corto di leader. Qualcuno (anche noi) parla di minestra riscaldata, senza ovviamente nulla togliere alla carriera spaventosa del Livornese. Tuttavia sembra difficile che il "grillo" possa da solo contrastare il resto del Mondo come fece lo scorso anno a Stoccarda.

 

DUE DA TEMERE

Sono gli altri due ex campioni del Mondo in gara. Il Belga Boonen si affaccia con tanta speranza ma qualche dubbio mentre Freire è a capo della Nazionale più forte. Lui, Valverde. Sanchez e Contador sembrano davvero imbattibili.

CORSA STRANA, INDECIFRABILE

Sono tre i fuggitivi di prima mattina. Guadagnano velocemente terreno mentre il gruppo pedala nel torpore. Giro dopo giro è sempre più chiaro ciò che sta avvenendo. Nessuna nazionale è intenzionata a prendere l'iniziativa su un percorso veloce ma difficile. La lunghissima discesa tra le due salite rende il percorso poco decifrabile. E' l'una passata e la corsa è tutt'altro che decisa.

 

TUTTI NASCOSTI, NESSUNO SI ESPONE

Degli Spagnoli neanche l'ombra, i Tedeschi si affacciano solo di tanto in tanto, i fratelli Schleck sono invece coperti con il compagno di squadra in fuga. Nessuno mostra il piglio che una corsa come questa richiede. Sono le due e mezza nel caldo pomeriggio autunnale e, sul percorso, i tifosi cominciano a preoccuparsi. Qualcuno teme che i tre sconosciuti la davanti possano addirittura fare il colpaccio. Pare difficile, ma non si sa mai. E' ormai chiaro che si sta giocando una guerra di nervi e che, prima o poi, qualcuno prenderà l'iniziativa.

L'ITALIA SI GIOCA TUTTO

 

Quando tra Italiani e tre Spagnoli si ritrovano in fuga a pochi giri dal termine la corsa sembra chiusa. Ma incredibilmente la Spagna non lavora. Pur con Valverde presente gli Iberici stanno sulle ruote per propiziare il ritorno di Freire. E' un errore imperdonabile. Non capiscono che il tri campione Mondiale è ormai tagliato fuori da una corsa che è sempre più nelle mani degli azzurri che propongono iniziative su iniziative. Ballan, Bettini, Cunego e Rebellin sono i più attivi. Dietro il Belgio finalmente si organizza. Boonen riporta sotto Freire, ma dura poco.

 

Ad un giro dalla fine, dopo l'ennesimo scatto dei nostri, si seleziona un gruppetto ben nutrito. Dentro tanti giovani, tra cui il nostro Ballan; un ragazzo umile ma fortissimo. E' la fuga buona. Lo capiscono Cunego e Rebellin, che rientrano. Bettini rimane dietro e con lui tutti gli Spagnoli di peso. E' fatta. Dopo aver tirato per metà gara, i ragazzi di Ballerini possono giocarsi la grande occasione del tris (in casa) senza avere tra le ruote gli avversari più temuti.

 

 

Ecco i volti del finale. Il volto di Breshel, Danese, che coglie la terza piazza. Il volto di Cunego, secondo, che già assaporava la gioia del gradino più aòto. Il volto di Rebellin che, dopo averci provato, ha lasciato spazio ai giovani compagni. Con Cunego e Ballan (ma aspettiamo Pozzato, Visconti e Nibali) la sorgenteAzzurra pare non esaurirsi mai.

 

FINISCE UNA STORIA STRAORDINARIA

La vittoria di Ballan mette i brividi. Parte come un missile sulla destra, quando mancano tre chilometri,e lo rivedono al traguardo. E' la vittoria di un corridore concreto, poche chiacchere e tanto lavoro. E' la vittoria di uno che già si è aggiudicato un Giro delle Fiandre. Ma i brividi salgono ancora cinque minuti dopo. Quando Bettini taglia il traguardo per l'ultima volta in carriera. Lo stadio è in delirio, lui saluta e poi stringe la mano a Zabel, che abbandona con lui. E' la fine di un periodo che cominciò dieci anni fa, quando uno scricciolo di corridore se ne andava in fuga ad ogni tappa del Giro che poi vinse Pantani. Ma questa, è un altra storia.

 

 

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