VEDIAMO SE A MAGGIO CONTINUERANNO A SORRIDERE

ANTEPRIMA
25 Novembre 2007 - Il Giro d'Italia che nascerà Sabato prossimo a Milano cerca fortuna sulle stradine delle remote province del centro e del sud Italia. Dalle anticipazioni raccolte in rete emerge che quasi due intere settimane saranno interessate dal lungo trasferimento tra Sicilia (partenza a Palermo già ufficializzata lo scorso Maggio) e Veneto.Ci saranno le grandi salite Alpine, come tradizione. Ma prima delle decisive tappe di montagna ci sarà tanto Apennino. Calabria, forse Basilicata, Gargano, Abruzzo e Marche ospiteranno tappe certamente interessantissime, adatte ai colpi di mano ed alle invenzioni. Ciò che ci auguriamo che accada è che si torni a disegnare tappe Appenniniche che possano fornire spunti interessanti per gli attacchi di giornata e per quei "trabocchetti" che rendono il Giro d'Italia unico e davvero differente nei confronti del più blasonato Tour de France. Il 1° Dicembre il Giro d'Italia verrà presentato sul nobile palco del Teatro degli Arcimboldi, a Milano nella grigia periferia nord della città.Si annunciano tante cronometro. La collaudata crono a squadre del primo giorno, attorno al monte Pellegrino di Palermo, una difficile cronometro tra Pesaro ed Urbino (poveri scalatori!), una cronoscalata al limite del ribaltamento su Plan de Corones (poveri velocisti!) e forse una crono finale che porti a Milano.Ma si annunciano ancora tante montagne. Alpe di Pampeago, Marmolada, l'inedito Monte Pora ed il mitico Mortirolo. Tutto vero? Mai come quest'anno, sino ad ora, la riservatezza degli organizzatori ha avuto la meglio sulle indiscrezioni e le ricerche degli appassionati. Tutti a MIlano quindi (diretta RAI) per festeggiare il Giro che nasce e per cominciare a correrlo e immaginarlo con la sola forza della fantasia. Più bello, più avventuroso, più entusiasmnte ancora di ciò che sarà veramente. E sognare di aggredire le stradine di montagna con addosso quella maglia che da bambini ci è sembrata ancor più rosa di quel che è. In fondo, per il Giro, quello vero, sarà ancora troppo presto.
Gilberto Simoni
"Plan de Corones sarà un appuntamento importante ma io tengo in modo particolare a rivincere su Pampeago"
Paolo Savoldelli
"La discesa del Vivione è un'occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata. Sarà un Giro da giocarsi sino all'ultimo." |
IL PUNTO
05 Dicembre 2007 - Un Giro antico. Il Giro si deciderà nell'ultima settimana, come tradizione vuole e tutto ciò che verrà prima altro non sarà che una splendida cornice a ciò che i grandi artisti del ciclismo disegneranno sui tornanti delle Dolomiti. Saranno le Dolomiti il banco decisivo a cavallo del terzo week end di corsa: Alpe di Pampeago, Marmolada e Plan de Corones. Salite pesantissime che hanno da sempre segnato la corsa rosa. L'Alpe di Pampeago poco dopo il bivio per il Lavazè propone quattro chilometri terribili. Qualche mezza curva e pendenze costantemente sopra il 10%. La Marmolada dopo Malga Ciapela è una rampa che punta verso il ghiacciaio. Plan de Corones è un ignoto che spaventa. Si parla di cifre da MTB.
Al termine dell'ultima settimana gli organizzatori hanno collocato persino il Mortirolo che da solo basterebbe a disegnare una classifica onesta; eppure quella tappa sale anche sul Gavia mentre ventiquattro ore prima si era scalato il Vivione, la Presolana ed il Monte Pora. Milano sarà questa volta affrontata a crono e pure questo segna un piacevole ritorno al passato con il livello di attenzione che deve rimanere alto sino all'ultimo istante.
Si diceva dei primi giorni di corsa. Saranno importantissimi ma non decisivi. Non che si possa prendere le cose alla leggera ma possiamo azzardare che un lieve ritardo accumulato sino a Cesena possa poi essere ribaltato cercando di sfruttare un ritorno di condizione. Il primo giorno è forse il più delicato di questa fase con una veloce crono a squadre per le vie di Palermo. Monte Pellegrino al centro ed il percorso attorno. Gara veloce e parecchie curve. Poi la risalita e tante storie che la gara ogni giorno potrà offrire. Gli attacchi da lontano (favoriti finalmente da disegni competenti delle tappe interlocutorie), la rincorsa alla maglia rosa da parte dei grandi delle Classiche (Bettini e Pozzato su tutti), gli splendidi paesaggi del sud. Poi la lunga e difficile crono di Urbino. Quella strada che sale sempre un poco ma mai abbastanza per chi è capace di aprire le ali solo in salita. Simoni patirà. Riccò patirà. Forse anche Cunego dovrà soffrire su quel percorso. Ancora sull'appennino Marchigiano il giorno dopo tra Urbania e Saltara, forse la tappa più bella delle prime due settimane, e quindi due giorni ricavati per i velocisti. Ricorda tanto il disegno dei Giri a cavallo tra anni '80 e '90. Il Giro di Hampsten, quello di Fignon o quello di Bugno. Può ricordare il Giro del 2003 vinto da Simoni. E' sicuramente un Giro per corridori completi che si vince in salita e si perde a cronometro. Un Giro che ci terrà incollati alla sedia e che abbiamo già cominciato a sognare. Siamo già lassù, sui picchi imbiancati, ad aspettare l'uomo solo. Alessandro Federico
Denis Menchov
"Non ho mai corso il Giro. E' una corsa che non conosco ma ho intenzione di colmare questa lacuna." |
Danilo Di Luca
"La tappa di Roccaraso, nel mio Abruzzo, sarà la prima ghiotta occasione per riverstire la maglia rosa."
Damiano Cunego
"Che bella la tappa di Pampeago. E' il primo tappone alpino e potrebbe anche essere quello più importante. "
Riccardo Riccò
"Tutta l'ultima settimana è ghiotta di occasioni. Cancellerei l'ultima crono che mi sfavorisce e terrei tutto il resto. Plan de Corones non sarà decisivo."
Mario Cipollini
"Non voglio neppure pensare alla fatica che dovranno fare i corridori per correrlo." |